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E' la "Sovrana dei Mari"

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Sovreign of the seas Modellino statico 1Fedele riproduzione in mostra presso l'antica Rocca civitavecchiese

CIVITAVECCHIA - Siamo nell'antica Rocca per visitare la Mostra di Modellismo Statico realizzata dalla "Gm Centumcellae". La nostra attenzione viene attratta dalla riproduzione fedele della Nave “Sovereign of the Seas",

un lavoro in scala che procede da alcuni anni ad opera di Luigi Volante. Un modello che fa percepire al visitatore la potenza della flotta inglese e, a tal proposito, offriamo ai nostri lettori un approfondimento storico su alcune tematiche relative al sistema di sicurezza interno e la politica di espansione britannica, allo sviluppo ed alla crescita nell'Età Elisabettiana ed una breve nota descrittiva sulla Nave simbolo appunto della potenza economica, politica e militare inglese. 

Sistema di sicurezza interno e politica di espansione britannica

Nel momento in cui uno Stato nasce ha l'esigenza principale di garantire la sua esistenza e far sì che questa sia riconosciuta e rispettata, al fine soddisfare le proprie necessità nell'ottica di una pacifica collaborazione. Da questo enunciato nascono due principi fondamentali: la Sicurezza, all'interno dei propri territori ed al di fuori dei medesimi attraverso mirate scelte di politica estera, allo scopo di superare ogni tipo di condizionamento; l'Equilibrio, prende in esame tutti quei fattori che condizionano dall'esterno le esigenze suddette ed aiuta a comprendere la tipologia di rapporto da instaurare con gli altri Paesi distribuiti lungo i confini o facenti parte della medesima area regionale o continentale. Per comprendere quanto può essere sicuro uno Stato bisogna valutare alcuni fattori, solo per citarne alcuni: quello geo-politico; la sicurezza è in rapporto alla difendibilità dei suoi confini naturali ed alla superficie del territorio in rapporto al dato demografico ed etnico; l'aspetto economico, che prende in considerazione il rapporto tra materie prime interne e risorse adeguate atte a valorizzarle; l’ordine politico-sociale, mediante il quale viene presa in esame la stabilità interna e, di conseguenza, la capacità di difesa. Detti fattori, sono utili per comprendere se e quanto lo Stato può essere autosufficiente o se necessiti di aiuti esterni e, di conseguenza, se sia soggetto (o meno) a condizionamenti esterni. I latini dicevano "Si vis pacem, para bellum", quindi se ogni Stato vuole la pace deve essere pronto a difendersi nel caso in cui dovesse generarsi una guerra.  Storicamente un Paese che ebbe sempre l'esigenza di difendere i propri confini, in quanto isolato dal resto del continente a causa della sua posizione geo-politica, era proprio la Gran Bretagna. Un'isola staccata dal resto dell'Europa, ma non estranea alle sue minacce. Per evitare eventuali attacchi, potenziò la flotta navale divenendo così una "Grande Potenza". Inizialmente l'esigenza era quella di difendere le proprie coste e, a tal proposito, aveva una gran riserva interna di materie prime e, per cercare ulteriori risorse, in quanto perennemente esposta a minacce da parte degli Stati continentali, individuò nella politica espansionistica un ottimo mezzo per raggiungere il fine suddetto, di Sicurezza ed Equilibrio - interno-  ma anche per ergersi a perno di quello europeo.

Età Elisabettiana ed il dominio sui mari

Fase di espansione durante l'Età Elisabettiana, dalla metà del XVI secolo al primo quarto del XVII secolo. Nella prima metà del '500 l'Inghilterra era travagliata da contrasti religiosi e da una crisi che ne colpì l'economia. La parte nordoccidentale era legata a rapporti di tipo feudale e fedele al Cattolicesimo; nell'area sudorientale, invece, vi era ostilità al medesimo ed ai legami con la Spagna. Il popolo reclamava, anche mediante scontri accesi, l'affrancamento dalla soggezione commerciale verso quest’ultima, la ribellione al monopolio ispano-portoghese dei mari e l'ostilità al Cattolicesimo stesso. La Regina Elisabetta I andò incontro alle esigenze della popolazione, raccogliendo consensi sempre più vasti. Fu una fase storica in cui lo stato di benessere interno portò anche ad una crescita culturale e ad una fioritura in campi artistici, quali la Letteratura ed il Teatro. Ci soffermiamo ora sullo sviluppo economico e le strategie adottate. Per comprendere meglio questo aspetto, è necessario capire alcuni aspetti principali. Al vertice vi era la crisi delle strutture agrarie tradizionali, la veloce erosione del mondo feudale (radicato sin dal periodo medioevale), la crescita demografica, la nascita di un ceto mercantile, il veloce progresso della tecnologia navale e la corsa ad accaparrarsi l'oro e le materie preziose e primarie del Nuovo Mondo. Venne intensificata la "guerra di corsa" ed aumentarono i Corsari a servizio del Regno britannico. I naviganti scoprirono nuovi mari e colonizzarono territori allora sconosciuti agli Inglesi; venne intensificata la tratta degli schiavi che dall'Africa venivano importati nelle piantagioni delle Indie Occidentali. Una politica economica ed espansionistica atta ad incentivare la pirateria e la depredazione di porti spagnoli in America, al fine di impadronirsi delle ricchezze del Perù e del Messico, e ad assalire i galeoni sulla rotta tra l'America e la Spagna. Fu proprio la Regina Elisabetta I ad autorizzare con apposite patenti le imprese dei Corsari e, inoltre, partecipava anche alle spese ed ai profitti, sancendo così l'espansione dell'Impero Coloniale Inglese. In pochi decenni la Gran Bretagna divenne potenza incontrastata sui mari, con una flotta di gran lunga superiore a quella spagnola, sancendo così il suo predominio nello scacchiere europeo. 

Sovereign of the Seas

La "Sovrana dei Mari" fu la nave da guerra più grande e potente del XVII secolo. Ebbe anche il primato di essere la prima ad avere cento cannoni. Era la punta di diamante della Royal Navy. Fatta realizzare per ordine di Re Carlo I d'Inghilterra e varata nel lontano 1637, rimase in servizio fino alla fine del '600. Detta nave era lunga circa 71 metri e larga 15; aveva al suo interno 118 sabordi e 102 cannoni in bronzo; successivamente il numero fu ridotto a 90. Numerosi erano gli ornamenti e gli sfarzi estetici: legno scolpito e foglie d'oro zecchino richiamavano uno stile marcatamente barocco e ciò fa pensare che questa gigantesca nave da guerra rappresentasse l'Allegoria della potenza militare, politica ed economica inglese.

Fonti:

Breccia A., Sicurezza ed Equilibrio nella Politica Internazionale: dal <<Concerto Europeo>> all'<<Unione Europea>>,  Edizioni Nuova Cultura.

Grande Dizionario Enciclopedico Utet, Fondato da Pietro Fedele, IV Edizione, Libro VIII.

Zanatta L., Storia dell'America Latina contemporanea, Edizioni Laterza.

Braudel F., Espansione europea e capitalismo 1450 - 1650, Il Mulino.

Sara Fresi © Riproduzione riservata

NB: L’Esposizione suddetta è ancora visitabile fino a giovedì 5 maggio

 

 

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